CLASSE: 2B
DOCENTE: prof. Filomena De Michele
Disciplina: italiano
Anno scolastico: 2014/15
Premessa
Le ore di italiano alla scuola media sono sempre meno e gli obiettivi da raggiungere sembrano infiniti. Viene da chiedersi: qual è il senso di parlare di Dante in II media quando poi si dedicherà un intero triennio, al liceo, allo studio della Divina Commedia?
E’ il momento, più che di insegnare letteratura italiana, di “educare” alla letteratura, di aprire la strada a un futuro apprezzamento dei classici che hanno costruito la nostra identità culturale, e che non potranno mai essere veramente conosciuti se gli studenti non riescono a entrare, gradualmente, in possesso della “chiave” per decodificarli.
È questa la sfida per noi insegnanti di italiano: riuscire a mettere i nostri alunni nelle condizioni di parlare con i classici, cercando così linguaggi nuovi e più vicini al loro mondo. La letteratura alla scuola media ci appare dunque un’opportunità piuttosto che una perdita di tempo, ma va gestita con attenzione.
Qual è dunque il metodo migliore? L’eccessiva attenzione al testo produce un allontanamento dal contesto, mentre in questa fase della crescita è fondamentale fornire agli studenti dei punti fermi che possono essere dati dal linguaggio artistico espressivo delle immagini e dei colori. Bisogna, inoltre,dare molto spazio all’interpretazione personale, alla capacità di leggere e di collegare i nuovi contenuti al proprio vissuto. Lo studente della scuola media, infatti, vuole sentirsi protagonista, vuole conoscersi meglio e si appassiona alla letteratura solo se si sente richiamato, se si mette in gioco. Anche, perché no, recitando una parte oppure riscrivendo una storia in maniera personale e creativa.
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